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Normative

Residenze e separazioni: stretta sui furbetti dell’IMU

IMU, stretta contro finte residenze e separazioni fittizie: controlli più severi dei Comuni per smascherare i furbetti ed evitare agevolazioni indebite.

In molte città italiane, il tema dell’Imposta Municipale Unica (IMU) è sempre sotto i riflettori, soprattutto quando si parla di evasione e di comportamenti che cercano di aggirare le regole con espedienti amministrativi. Tra questi, le cosiddette “finte residenze” e le separazioni formalizzate ad arte per ottenere agevolazioni fiscali diventano sempre più oggetto di controlli e verifiche da parte degli enti locali.

Residenze e separazioni: stretta sui furbetti dell’IMU – revisorionline.it

Recentemente, a Vasto, in provincia di Chieti, è scattata una vera e propria caccia ai furbetti dell’IMU, mostrando come le amministrazioni stiano intensificando gli accertamenti contro chi cerca di eludere il pagamento dell’imposta. I risultati sono già significativi: il Comune ha individuato circa 4.000 posizioni irregolari, con l’obiettivo di recuperare milioni di euro non versati, grazie a un lavoro congiunto tra l’ufficio tributi e una task force dedicata.

I meccanismi dietro le “finte” residenze

Uno degli stratagemmi più frequenti riguarda le residenze anagrafiche. Per legge l’IMU non si applica all’abitazione principale, cioè a quella in cui il contribuente e la sua famiglia dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Tuttavia, alcuni contribuenti provano a sfruttare questa norma cambiando la residenza in modo artificiale, per poi dichiarare un’altra casa come abitazione principale e alleggerire così il carico dell’imposta su un immobile che, nella realtà, è comunque utilizzato come seconda casa o a fini patrimoniali.

I meccanismi dietro le “finte” residenze – revisorionline.it

Un altro espediente osservato riguarda le separazioni non genuine: in alcuni casi, coppie formalizzano la separazione di fatto o in via amministrativa per far risultare ciascun coniuge residente in un immobile diverso. Questo può ingenerare l’illusione di diritto alle agevolazioni sull’IMU per entrambe le unità immobiliari, quando invece nella pratica si tratta di un’unica situazione familiare e abitativa. Questi comportamenti, oltre a essere fiscalmente scorretti, minano la fiducia nei confronti del sistema tributario locale, facendo gravare sulle casse comunali oneri che dovrebbero essere legittimamente versati al momento giusto.

Controlli più severi e cosa cambia per i contribuenti

Le amministrazioni locali come quella di Vasto hanno deciso di reagire mettendo in campo misure di controllo più stringenti. Attraverso incroci di dati anagrafici, verifiche delle utenze, analisi della presenza effettiva negli immobili e controlli incrociati sulle pratiche di cambio di residenza, gli uffici stanno riuscendo a stanare posizioni irregolari e a recuperare somme significative di IMU non versata. Nei mesi scorsi, il Comune ha già inviato 815 avvisi di accertamento relativi all’IMU non pagata per l’annualità 2022, per un valore complessivo di oltre 2,2 milioni di euro che l’Ente prevede di recuperare nei prossimi anni.

Queste attività rientrano in una strategia più ampia di contrasto all’evasione tributaria, che in molti territori comprende anche tasse come la TARI (tassa sui rifiuti) e l’imposta di soggiorno. L’obiettivo è duplice: garantire equità fiscale tra cittadini onesti e tutelare le risorse economiche di un Comune, evitando che chiunque possa ottenere vantaggi indebiti con artifici formali.

Verso una maggiore trasparenza nelle residenze

Verso una maggiore trasparenza nelle residenze – revisorionline.it

Oggi la residenza anagrafica ha un peso concreto non solo per i servizi locali ma anche per il regime fiscale degli immobili. Leggi e sentenze recenti hanno cercato di definire in modo più chiaro i criteri per l’esenzione o il pagamento dell’IMU, precisando che la residenza deve corrispondere effettivamente alla dimora abituale dell’intestatario dell’immobile.

Questo significa che le amministrazioni comunali hanno strumenti sempre più solidi per verificare la veridicità delle dichiarazioni e non si limitano più ad accettare passivamente i cambi anagrafici. In ultima analisi, la stretta sui cosiddetti furbetti dell’IMU rappresenta un monito: le agevolazioni fiscali sono un diritto, ma vanno esercitate con onestà e nel rispetto delle regole, per evitare accertamenti, sanzioni e contenziosi.