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Normative

Agenzia delle Entrate: a questa condizione paghi le tasse al 50%

L’Agenzia delle Entrate introduce un nuovo sistema di scontistica sulle tasse e in particolari condizioni potrai ottenere sino al 50%: ecco come.

In un’epoca in cui il lavoro è sempre più precario e gli stipendi non sono affatto adeguati all’attuale tenore di vita, venire a conoscenza di una nuova modalità lavorativa che possa ridurre il pagamento delle tasse del ben 50% può essere un vero e proprio sollievo.

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Sicuramente è d’obbligo mettersi in riga con eventuali modelli non ancora pagati, eppure molti italiani ad oggi faticano a sbarcare il lunario per l’ingente somma da versare, come ad esempio i tantissimi titolari di Partita Iva. Adesso però l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un sistema che garantisce di ottenere sino al 50% di sconto sulle tasse da pagare.

Fino al 50% in meno di tasse per questi lavoratori: ecco le condizioni da rispettare

Negli ultimi anni il cosiddetto fenomeno dei cervelli in fuga non ha visto arrestare la sua corsa: sempre più laureati e specializzati si ritrovano nella condizione di dover obbligatoriamente cercare fortuna in un Paese estero non solo per garantire a se stessi uno stipendio adeguato alla propria mansione, ma per poter crescere dal punto di vista professionale incrementando il proprio bagaglio esperienziale.

Soprattutto le modalità di smart working hanno necessariamente cambiato il modo di vedere il lavoro stesso e il modello Europeo si sta pian piano abituando al medesimo, garantendo diverse prospettive future. L’Agenzia delle Entrate quindi ha ben pensato di riservare a coloro che vogliono rientrare nel nostro Paese un sistema ghiotto, offrendo il 50% in meno delle tasse. Ma esistono delle condizioni

Il caso dell’ingegnere tornato in Italia: come funziona la detassazione

L’Agenzia delle Entrate ha risposto in merito il 12 gennaio 2026 con la risposta n.2 riguardante il caso di un ingegnere che, nel dicembre del 2020 accettava di rientrare in Italia dopo un periodo lavorativo nel Regno Unito. Terminata l’attività professionale negli UK, decide di intraprendere un nuovo percorso presso una società con sede lelgale a Berlino, ma con sede lavorativa a Milano. L’accordo prevedeva principalmente una modalità lavorativa flessibile, pertanto in smart working e/o in sede.

Il caso dell’ingegnere tornato in Italia: come funziona la detassazione – revisorionline.it

Cosa ne consegue? Come riporta il sito Brocardi.it: ‘L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che la disciplina di favore prevista dall’art. 5 d.lgs. n. 209/2023, recentemente modificata dalla legge n. 132/2025, si applica a partire dal periodo d’imposta 2026 e per i successivi 4 anni, riconoscendo la piena validità dello smart working come modalità di esecuzione della prestazione lavorativa sul territorio nazionale‘.

Da qui possiamo quindi parlare del beneficio fiscale: si tratta infatti di una detassazione del 50% sui redditi prodotti con un tetto massimo di 600.000 euro, il lavoratore tuttavia deve garantire una permanenza in Italia per un periodo determinato e non deve risultare residente nei tre anni precedenti al rimpatrio. Il lavoro poi deve essere svolto prevalentemente nel nostro Paese e a specializzazione elevata.

Per ottenere il beneficio, il lavoratore può richiedere l’applicazione direttamente in busta paga presentando tutta la documentazione necessaria all’azienda. Qualora però il datore di lavoro non dovesse procedere, il lavoratore stesso potrà ottenere il beneficio in fase di dichiarazione dei redditi, godendo della totale agevolazione fiscale. Uno strumento davvero innovativo per frenare il fenomeno dei cervelli in fuga.