Grazie alla legge 104, si possono ottenere una serie di benefici economici, che in casi eccezionali arrivano alla cifra di 2.200 euro.
Quando si parla di legge 104, molte persone pensano solo ai permessi dal lavoro o a qualche agevolazione fiscale, quando in realtà non è esattamente così e in alcuni casi ben precisi, questa normativa può essere collegata a una serie di aiuti economici che permettono di arrivare a cifre mensili molto alte, spettanti a titolo di indennizzo, rimborso o simili, che possono anche superare la cifra di 2.200 euro.
Una somma che per molti pensionati resta solo un miraggio e anche nel caso specifico della legge 104, raggiungere quella somma non è assolutamente un beneficio automatico per tutti, ma una combinazione di misure assistenziali destinate agli invalidi civili più gravi, riconosciuti dallo Stato come totalmente incapaci di lavorare e con gravi difficoltà nella vita quotidiana. Una novità introdotta nei mesi scorsi rappresenta poi un ulteriore sostegno.
Il punto di partenza è il riconoscimento dell’invalidità civile al 100%, situazione che significa nella sostanza che una persona non è in grado di svolgere alcuna attività lavorativa e, oltre a questo, ha difficoltà persistenti nel compiere gli atti normali della vita di ogni giorno, come camminare, vestirsi o mangiare. Ha insomma bisogno dell’ausilio costante da parte di un’altra persona e qui entra in gioco l’indennità di accompagnamento, che viene riconosciuta a chi ha bisogno di assistenza continua.
Questo aiuto economico non dipende dal reddito e viene pagato ogni mese dall’INPS, poi accanto a questo la persona invalida può avere anche la pensione di inabilità civile, che spetta a chi rientra in determinati limiti di reddito. Per ottenere questi benefici è necessario avviare una procedura precisa, a partire dal certificato medico introduttivo, che deve essere compilato dal medico di famiglia e inviato all’INPS in via telematica.
In un secondo momento, con l’aiuto di un Patronato, si presenta la domanda per il riconoscimento dell’invalidità, della legge 104 e delle prestazioni economiche collegate, poi dopo la visita medica dell’INPS, se viene riconosciuta l’invalidità totale, scattano i pagamenti. Attualmente la pensione per invalidi civili totali è pari a circa 336 euro al mese, a patto di non superare una determinata soglia di reddito.
A questa somma si aggiunge l’indennità di accompagnamento, che supera i 540 euro mensili, e già così si arriva a un importo significativo, ma non è tutto, perché poi dal 2025 arriva anche il voucher da 850 euro al mese, un assegno di assistenza aggiuntivo, destinato però solo a una platea ben precisa. Ne possono beneficiare infatti gli invalidi civili al 100% che già ricevono l’indennità di accompagnamento e che abbiano compiuto almeno 80 anni.
Questo contributo non viene dato in contanti: è un voucher, cioè una somma che può essere utilizzata esclusivamente per pagare una badante regolarmente assunta oppure per acquistare servizi di assistenza da imprese specializzate. L’obiettivo è aiutare le famiglie a sostenere i costi dell’assistenza quotidiana, che spesso sono molto elevati. Per accedere a questo ulteriore aiuto è necessario anche avere un ISEE basso, non superiore a 6.000 euro.
Si tratta, al momento, di una misura che è sperimentale e, salvo proroghe, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. Quindi, a conti fatti, mettendo insieme pensione di inabilità, indennità di accompagnamento e voucher per l’assistenza, e ottenendo il massimo da ognuno di questi, ci sono casi specifici dove si può arrivare a superare i 2.200 euro al mese. Una cifra importante, che dimostra come il sistema di aiuti esista, ma che sia riservato solo alle situazioni di disabilità più gravi e documentate e non sempre sufficiente.