Un caso emblematico di un gesto di scaramanzia fatto in pubblico e che rischia di costarti una multa salatissima.
In Italia la scaramanzia è molto diffusa e rientra nella quotidianità: c’è chi tocca ferro, chi incrocia le dita, chi evita alcuni numeri e chi, per paura della sfortuna, compie gesti che fanno parte della tradizione popolare da generazioni. Per molte persone sono abitudini automatiche, fatte senza pensarci troppo, spesso anche per scherzo. La numerologia e i gesti scaramantici sono tra gli elementi alla base anche di programmi televisivi di successo.
Ma bisogna fare attenzione: alcuni di questi gesti, se fatti in pubblico, possono avere conseguenze molto serie: ovvero potrebbe arrivarti una multa davvero salata che nemmeno te lo aspetteresti mai. Negli anni, infatti, la legge è diventata molto più severa su ciò che è considerato accettabile davanti agli altri, per cui quello che per te non è nient’altro che un gesto scaramantico, potrebbe essere punito come una violazione della pubblica decenza.
Probabilmente avete già capito di che cosa vi stiamo parlando: toccarsi i genitali in pubblico, anche se fatto solo per scaramanzia e senza voler offendere nessuno, è considerato un illecito e lo è sempre stato. La differenza col passato è che il reato è stato sì depenalizzato dal punto di vista penale, ma resta un grave illecito amministrativo e come tale viene sanzionato: quello che sconvolge è l’entità di quella che potrebbe essere la multa.
In parole semplici, il gesto di toccarsi i genitali in pubblico, anche se solo per scaramanzia, è vietato dalla legge perché ritenuto contrario al decoro e al rispetto degli altri. In soldoni, significa che se lo fate potreste essere multati e la sanzione amministrativa parte da 5mila euro per arrivare alla batosta di 30mila euro. Insomma, non si va più in carcere – a dire il vero anche prima non ci si andava, ma la pena veniva sospesa – intanto la sanzione economica è diventata pesantissima.
Che questo gesto fosse vietato se fatto in pubblico era qualcosa di noto, ma a riguardo la Corte di Cassazione ha chiarito più volte: non importa il motivo per cui si fa il gesto. Anche se lo fai per allontanare la sfortuna, la legge guarda solo al fatto che il gesto può risultare volgare o offensivo per chi lo vede. Ed essendo offensivo, si è passibili di denuncia: la prima volta che la Cassazione si è espressa in questo modo era addirittura nel 1969.
Poi nel 2008 questo concetto è stato ribadito da una nuova sentenza e in generale la giurisprudenza sul tema lascia davvero pochissimi dubbi rispetto a eventuali interpretazioni. Il divieto non riguarda strade o piazze, ma anche i luoghi aperti al pubblico, come negozi, bar o uffici e addirittura quelli esposti al pubblico, anche se privati, per cui evitate di farlo anche se siete in macchina e qualcuno vi può vedere o sul balcone di casa, in presenza di vicini poco discreti.