Nuove ed importanti novità sul fronte della Codice della strada: quest’inedita sentenza introduce clamorose modifiche e stravolge ogni cosa, cosa sapere a tutti i costi.
In questi ultimi anni, il dibattito sul Codice della strada e, in linea generale, sulla sicurezza stradale ha suscitato non pochi dibattiti e polemiche. In un momento perlopiù particolare, dove si continuano ad alternare incidenti, a volte anche a mortali, su strade urbane ed extraurbane, è molto importante porre l’attenzione su quello che è ritenuto giusto fare e cosa è sbagliato.

Proprio recentemente, un’ultima (e nuova) sentenza del Codice della strada ha fatto parecchio chiacchierare. L’oggetto del riforma è l’articolo 187, che – ad oggi – sembrerebbe non essere più presente. O, per meglio dire, sembrerebbe non contenere più una ‘clausola’ parecchio importante e fondamentale. Un clamoroso colpo di scena, da come si può chiaramente comprendere, che ha suscitato grande stupore e scalpore.
Cosa dice la nuova sentenza del Codice della strada e perché tutti ne stanno parlando
Tentare di capire cosa diceva e sosteneva l’articolo 187 del Codice della strada è molto importante perché da una parte consente di vedere da vicino qual è la modifica che è stata apportata in questi ultimi giorni e dall’altra per quale motivo tutti ne stanno parlando in modo negativo.

Prima della sentenza del 29 gennaio 2026, infatti, una ‘clausola’ dell’articolo 187 faceva riferimento allo “stato di alterazione psico-fisica” per la guida successiva all’assunzione di sostanze stupefacenti. Adesso sembrerebbe che si parli ancora di questo argomento, d’altra parte com’è giusto che sia, ma con non poche e sostanziali novità.
Sembrerebbe, infatti, che con l’attuazione del vecchio Codice della strada c’erano diverse difficoltà operative nella contestazione di questo tipo di illecito. Per tale motivo, si è deciso di tagliare la testa al toro e prendere un altro tipo di decisione, che ha fatto parlare tutti in poco tempo.
Adesso, infatti, sembrerebbe che non sia più sufficiente la positività del conducente all’antidroga a stabilire la sua idoneità alla guida, ma sarà necessario accertare che sia presente una quantità di sostanza stupefacente tale da risultare idonea — sulla base delle attuali conoscenze scientifiche — ad alterare le capacità di guida in un “assuntore medio”, generando quindi un pericolo per la circolazione stradale.
Una sentenza, da come si può chiaramente comprendere, che cambia completamente le carte in tavola e che, senza alcun dubbio, farà storcere parecchio il naso.





