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Normative

Lavori urgenti in condominio, il vicino di casa non può impedirti l’accesso: la nuova normativa

Se ci sono dei lavori urgenti da fare in condominio, il vostro vicino di casa può opporre l’accesso alla propria abitazione? La sentenza parla chiaro.

Quando in un condominio si verifica un problema serio, come una perdita d’acqua o un guasto che mette a rischio la sicurezza dell’edificio, il tempo diventa un fattore decisivo, e allo stesso tempo l’inconveniente è sempre dietro l’angolo, anzi abita sul vostro stesso pianerottolo, dietro la porta d’ingresso affianco alla vostra. Vi siete mai chiesti che cosa succede se per intervenire è necessario entrare nell’appartamento del vicino e quest’ultimo si rifiuta di aprire la porta?

Lavori urgenti in condominio, il vicino di casa non può impedirti l’accesso: la nuova normativa (Revisorionline.it)

Può davvero farlo oppure qualsiasi condomino deve mettersi a disposizione, per far sì che lavori da effettuare con urgenza, vengano anche fatti con celerità? Una recente decisione del Tribunale di Torino chiarisce un punto fondamentale e che dirime una questione che forse in molti si sono trovati ad affrontare. I giudici hanno finalmente messo dei punti fermi su cosa accade quando ci troviamo di fronte a lavori urgenti da affrontare in condominio.

Cosa succede in caso di lavori urgenti nei condomini

Partiamo subito dalla risposta alle nostre domande: no, in presenza di lavori urgenti, il vicino non può opporsi all’accesso, men che meno barricandosi in casa. La vicenda che ha portato alla sentenza nasce da una situazione tutt’altro che rara: in un palazzo torinese, un appartamento al nono piano è stato colpito da gravi infiltrazioni d’acqua provenienti dall’abitazione sovrastante. Non si trattava delle solite macchie di umidità sui muri, ma di danni concreti e pericolosi.

Cosa succede in caso di lavori urgenti nei condomini (Revisorionline.it)

Secondo quanto emerso, c’erano parti di intonaco che si staccavano, inoltre l’impianto elettrico era compromesso a causa delle infiltrazioni, tanto che il salvavita scattava di continuo, con un rischio evidente per chi viveva in quell’appartamento. Per individuare e riparare la perdita, però, era indispensabile entrare nell’appartamento del piano superiore, occupato da una persona già sotto sfratto per morosità, che si rifiutava di far entrare chiunque.

L’ordinanza del giudice che premia l’urgenza dell’intervento

A quel punto, la proprietaria dell’alloggio danneggiato non ha avuto altra scelta che rivolgersi al giudice, che è tempestivamente intervenuto e con l’ordinanza del 23 gennaio 2026, ha preso una posizione netta: quando sono in gioco la sicurezza e la salubrità degli ambienti, il diritto di proprietà e la privacy del vicino devono fare un passo indietro. L’ordinanza richiama una norma del Codice civile che impone di consentire l’accesso al proprio immobile quando c’è un danno altrui o a una parte comune.

L’ordinanza del giudice che premia l’urgenza dell’intervento (Revisorionline.it)

In parole semplici, se il problema parte da casa tua e per sistemarlo bisogna entrare, non puoi dire di no solo perché non vuoi, ed è un principio che vale ancora di più quando non esistono soluzioni alternative e il ritardo può causare danni peggiori. Per tale ragione, il Tribunale ha consentito l’accesso forzoso all’appartamento, anche con l’aiuto della forza pubblica, stabilendo che si può arrivare anche al cambio forzato sebbene momentaneo della serratura.

Perché si è reso necessario un intervento drastico?

Una scelta che può sembrare drastica, ma che il giudice ha ritenuto proporzionata al pericolo reale: corto circuiti, crolli di intonaco e ambienti insalubri non possono essere ignorati. Quando poi saranno conclusi i lavori e risolta la causa del problema, l’immobile deve essere immediatamente restituito al suo occupante, comprese le nuove chiavi se la serratura è stata sostituita. L’obiettivo, dunque, non è punitivo per chi si oppone, di salvaguardia: occorre eliminare un rischio concreto nel minor tempo possibile.

Questa decisione si inserisce in un orientamento già confermato dalla Cassazione, secondo cui l’accesso forzoso è ammesso solo quando è davvero necessario e dimostrato da elementi tecnici chiari. Il messaggio è semplice e importante per tutti i condomini: davanti a lavori urgenti che tutelano la sicurezza, nessuno può fare muro e anzi la legge, in questi casi, permette di intervenire anche contro il parere del vicino.