Nel 2026 conviene più acquistare casa, quindi procedere con il mutuo, o andare in affitto? Cosa sapere in base a quanto ammonta lo stipendio.
La domanda sembra semplice: nel 2026 conviene comprare casa o continuare ad affittare? Ma sotto la superficie c’è un enigma più profondo. Le risposte che circolano sui social e nei bar — “mutuo sempre meglio dell’affitto”, oppure “affittare conviene di più” — coprono soltanto una parte della storia. La verità, in realtà, dipende da qualcosa di molto meno ovvio di quanto pensi: il tuo reddito mensile, espresso in euro netti.

I dati più recenti rivelano infatti che nel mercato immobiliare italiano il dilemma mutuo vs affitto non è tanto una questione di numeri fissi, ma di soglie di reddito e di prospettive personali.
Cosa conviene nel 2026: la risposta definitiva tra mutuo e affitto
Immagina di guadagnare 1.500 euro netti al mese. In base a simulazioni aggiornate, le banche italiane considerano sostenibile una rata di mutuo tra 450 e 500 euro, che in teoria potrebbe permettere di ottenere un finanziamento poco sopra i 100.000 euro. Con questi numeri si accede a case dal valore limitato, spesso lontane dai centri o poco adatte allo stile di vita desiderato.

E qui arriva il paradosso: in molte città la rata di un mutuo di piccola entità potrebbe addirittura essere più bassa dell’affitto medio, che per un bilocale può superare i 700-800 euro. Ma la scelta non è tanto economica quanto di accesso al mercato immobiliare. Con redditi così bassi, la casa acquistabile spesso non rispecchia le esigenze reali di chi vive e lavora in una grande città. Per molti, quindi, l’affitto resta l’unica opzione praticabile.
Le cose cambiano drasticamente quando lo stipendio netto mensile sale a circa 2.500 euro. In questa fascia di reddito, il mutuo diventa davvero accessibile per un’immobile di fascia media: una rata di 800-900 euro può corrispondere a un mutuo da 200.000 euro, potenzialmente adatto a una famiglia tipo o a chi desidera più spazio.
Ma è qui che emerge il vero bivio: il confronto non è più tra mutuo e affitto sulla stessa casa. Chi sceglie l’affitto con circa 1.600-1.800 euro al mese spesso ha accesso a una casa più grande e meglio collegata, magari vicino alla metropolitana. Chi compra, invece, potrebbe dover accettare compromessi su metratura o posizione per restare nei limiti di budget.
In altre parole, a questa soglia di reddito il dibattito si trasforma in una scelta di stile di vita: libertà di cambiare casa facilmente contro costruzione di un patrimonio personale.
Arrivando a 5.000 euro netti al mese o più, il quadro cambia ancora una volta. Con una rata di mutuo sostenibile che può superare i 1.500-1.700 euro al mese, è possibile puntare a immobili di valore più alto nelle grandi città, competendo direttamente con i canoni di affitto più cari.
Qui la valutazione economica diventa decisiva: una parte della rata va ad accumulare capitale, mentre l’affitto resta una spesa pura. Nel medio-lungo periodo, questo peso del capitale accumulato fa pendere la bilancia a favore dell’acquisto.





