Dopo questa cifra scattano i controlli del Fisco: il limite e il regolamento, i dettagli da non trascurare per i pagamenti in contanti.
Anche se oggi quasi tutti usano ogni sorta di carte, bancomat o carte di credito, e persino app sul telefono per pagare, il denaro contante continua a essere molto diffuso. Tante persone, soprattutto le più anziane, preferiscono ancora avere soldi in tasca perché li considerano più pratici e immediati, inoltre, secondo un recente studio della Banca Centrale Europea, avere un po’ di contanti a disposizione può essere utile in caso di emergenza.

Ci è capisco qualche volta, ad esempio, che venisse a mancare la corrente o non funzionasse la connessione a Internet o al server, durante un pagamento, e che magari non avessimo con noi del denaro in contante. Pagare in contanti, quindi, a volte può anche costituire un piano B, qualora appunto ci siano dei problemi di qualche sorta. Ma la domanda è se pagare in contanti sia legale e soprattutto sia sempre possibile.
Qual è il tetto massimo oltre il quale non si può pagare in contanti
La risposta è univoca, ovvero che certamento lo è, ma bisogna rispettare alcune regole precise: non si può usare il denaro contante senza limiti e se si supera una certa cifra, entrano in gioco i controlli del Fisco e si rischiano anche sanzioni. Forse non lo sapete, ma anche per il 2026, il limite massimo per i pagamenti in contanti è fissato a 5.000 euro, il che significa – in poche parole – che non si possono fare pagamenti pari o superiori a questa somma usando solo contanti.

Se l’importo supera i 5.000 euro, è obbligatorio utilizzare metodi tracciabili come bonifico bancario e carta elettronica, ma anche assegno. Si tratta di una soglia in vigore dal primo gennaio del 2023 e non sembra esserci al momento alcun ripensamento da parte dello Stato, rispetto a questo limite previsto dalla legge. La ragione del tetto massimo di pagamento in contanti è legata al contrasto a fenomeni criminosi come l’evasione fiscale, il riciclaggio di denaro e altre attività illegali.
Cosa succede a chi supera il tetto del limite di contanti
Il contante, viene spiegato dagli esperti, non lasciando traccia elettronica, può essere per tale ragione più facilmente usato per nascondere movimenti di denaro non regolari. DI fatto, limitandone l’uso, lo Stato cerca di rendere più trasparenti le operazioni economiche, ma vi starete chiedendo cosa succede se si supera questa soglia. Chi supera il limite dei 5.000 euro rischia controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate e può essere chiesto di spiegare da dove provengano i soldi utilizzati.

Se non si riesce a dimostrare che il denaro ha un’origine lecita, si è passibili di multe che si rivelano anche molto pesanti e si possono anche aprire indagini che portano a conseguenze penalmente rilevanti. Chi paga in contanti, comunque, sembra avere i “giorni contati”, perché il futuro sembra andare sempre di più verso sistemi elettronici e oggi basta uno smartphone per pagare: con l’app della banca o con i sistemi integrati nei telefoni, è possibile effettuare pagamenti in modo semplice e veloce.





