Occhio alla scadenza per rinnovare l’ISEE: se la dichiarazione non viene aggiornata entro questa data, si rischiano dei brutti tagli sull’Assegno Unico.
C’è un motivo per cui molte conversazioni online e notifiche INPS nelle ultime settimane accennano a qualcosa di importante che sta per cambiare.

Non è un fenomeno passeggero e nemmeno un semplice aggiornamento tecnico: riguarda il portafoglio di genitori, lavoratori e nuclei familiari. Ma fino a metà articolo potrebbe esserti sfuggito il vero protagonista di questa storia.
Quando e come arriva una sorpresa per molte famiglie
Negli ultimi giorni è cresciuta l’attenzione su una particolare erogazione di fondi prevista a febbraio 2026. Con l’avvicinarsi delle date di accredito, infatti, molti hanno notato movimenti e comunicazioni che non sembrano riferirsi a una novità qualunque.
Tra questi spiccano riferimenti al cosiddetto “ultimo mese con il vecchio …“, un’espressione che ha catturato l’attenzione sui social e nei gruppi di discussione perché suona come un segnale di svolta imminente nel calendario delle prestazioni — senza però spiegare subito di cosa si tratta.

Proprio in questo periodo, poi, compaiono post e aggiornamenti che parlano di pagamenti programmati nelle terze settimane di febbraio oppure slittamenti per nuovi calcoli, lasciando molti utenti a chiedersi se sia semplicemente un problema di date o qualcosa di più sostanziale.
A un livello più profondo, ciò che in realtà sta accadendo è un aggiornamento dell’Assegno Unico e Universale — lo strumento di sostegno economico per le famiglie con figli a carico — con effetti concreti proprio sulla mensilità di febbraio 2026. Ecco i punti chiave:
- L’assegno viene erogato secondo il calendario Inps della terza settimana del mese, con accrediti scaglionati tra il 17 e il 26 febbraio per chi ha già una domanda attiva.
- Gli importi sono stati rivalutati in base all’inflazione e ad altri criteri reddituali (come l’ISEE), con effetti positivi per molte famiglie rispetto all’anno precedente.
- Non è richiesta una nuova domanda per chi ha già una pratica accolta: l’erogazione prosegue d’ufficio purché tutti i requisiti siano mantenuti.
Tuttavia, chi non aggiorna l’ISEE 2026 entro le scadenze previste rischia di ricevere solo l’importo minimo, senza beneficiare dell’aumento pieno. Si potrebbe pensare che si tratti solo di un normale aggiornamento amministrativo, ma la verità è più articolata:
- Decine di post, gruppi online e notifiche non nominano mai chiaramente l’oggetto della questione, generando confusione.
- Le variazioni degli importi e dei criteri ISEE hanno un impatto reale sul reddito familiare mensile, tanto da costituire per molte famiglie una differenza economica significativa.
- La coincidenza con la scadenza di una serie di adempimenti burocratici (come l’aggiornamento ISEE) sta facendo “saltare fuori” informazioni soltanto ora, quando molti avrebbero già dovuto prepararsi per tempo.
In sostanza, ciò che appare come una serie di dettagli tecnici e date non è affatto un semplice calendario di pagamento, bensì un punto di svolta per l’assegno unico di febbraio 2026, con conseguenze immediate sulla busta paga delle famiglie italiane





